Guardo al genere umano e mi rendo sempre più conto di quanto io sia totalmente estranea rispetto a tutti. Per le persone conta uscire, divertirsi, passare del tempo in locali, ristoranti, ecc., avere relazioni, spesso anche insulse, pur di dirsi accompagnati/e, vivere di sola materia, per la maggior parte questa è vita e questa è la felicità. Per me no. Per me è vita solo addentrarmi in riflessioni di un certo tipo o ricercare intuizioni, Percezioni di una certa portata, nutrirmi di vere conoscenze che non siano puro nozionismo fine a se stesso bensì informazioni che aprano la mente e soprattutto che siano in grado di portare ad uno scardinamento anche di quelle in virtù di una conoscenza che vada oltre la conoscenza stessa.
Questo mondo non mi basta, questo mondo mi annoia e così ogni sua convenzione che anzi mi infastidisce non poco.
Indubbiamente bisogna avere a disposizione dei mezzi materici per proseguire il proprio inferno terreno, ma per l’appunto sono mezzi, non un fine. Per me non potrebbe mai definirsi fine qualcosa che è solo un insulso obbligo o necessità, per me non può reputarsi felicità la banalità. Anzi io aborro le relazioni superficiali, le uscite insensate con i propri partners o le conversazioni tra coppie dove non c’è un dialogo che vada oltre le vicende quotidiane o le solite cazzate di cui si parla per messaggio o in chiamata. Io sono assolutamente satura di questa tipologia di legami insipidi che mai mi verrebbe da intessere e sono satura di queste convenzioni umane che sono pura follia. Non ha niente senso qui, niente. E l’unico barlume di sensatezza possibile è solo uno: la Gnosi, la vera gnosi che porta poi alla ricerca della Sostanza dietro alla superficie farlocca che ci circonda e conseguentemente il vivere in nome di questa finché questo viaggio terreno avrà concretezza, e renderlo -dovendolo per forza di cose subire- una preparazione per poi addivenire ad un piano dimensionale totalmente estraneo a paradisi e inferni vari -meri spazi intermedi e altrettanto limitati, una volta morti; per giungere infine a quella Ultra Origine Primordiale antecedente a ogni possibile inizio.